Il progetto AMIS su EU Research
Mare
Il progetto AMIS su EU Research Mare

La rivista EU Research  ha recentemente dedicato un approfondimento al progetto AMIS, finanziato dal programma Interreg Marittimo Italia–Francia e coordinato da LaMMA in qualità di capofila.

EU Research è un’organizzazione specializzata nella divulgazione e comunicazione della ricerca scientifica, con l’obiettivo di trasformare i risultati accademici in sviluppi tangibili per la società. È anche editore di una delle principali riviste europee di ricerca non peer-review, che copre un’ampia gamma di discipline e racconta i progetti dal concept iniziale fino ai risultati finali.

La rivista è disponibile online gratuitamente e senza abbonamento, e rappresenta quindi una piattaforma accessibile per la diffusione globale della ricerca, con un’audience in oltre170 Paesi e in tutti i 7 continenti.

 

I digital twins, al centro di AMIS, sono repliche digitali ad alta fedeltà di aree costiere che permettono di integrare dati provenienti da diverse fonti e valutare scenari futuri legati al cambiamento climatico e agli impatti sule aree costiere in contesti locali 

 

L’articolo dedica ampio spazio al progetto e ai suoi obiettivi, con un focus sui  digital twins, cuore di AMIS. Si tratta di repliche digitali ad alta fedeltà di aree costiere che permettono di simulare l’impatto delle tempeste ad alta risoluzione, rappresentando i processi che causano danni in condizioni estreme, integrare dati provenienti da diverse fonti (servizi climatici europei come Copernicus, modelli specialistici e osservazioni locali) in modo compatibile e inoltre valutare scenari futuri legati al cambiamento climatico in contesti locali realistici, superando le proiezioni generiche.

Per alimentare questi modelli, AMIS utilizza tecnologie di monitoraggio all’avanguardia, tra cui piattaforme robotiche e autonome (utili anche in tratti di scogliera difficilmente accessibili), droni aerei dotati di sensori LiDAR per il monitoraggio geomorfologico e sistemi di videocamere per la validazione dei dati.

I principali destinatari sono le pubbliche amministrazioni, quali Comuni e Regioni, che potranno utilizzare questi strumenti come supporto alla pianificazione e alla valutazione dei costi, assumendo decisioni più informate sullo sviluppo del territorio.

Il progetto mira inoltre a realizzare un Atlante dei rischi costieri capace di collegare la vulnerabilità delle aree al loro valore economico, proteggere gli hotspot di biodiversità lungo le coste e aumentare la consapevolezza del grande pubblico sugli effetti del cambiamento climatico.

«Vogliamo sviluppare tecnologie che le amministrazioni pubbliche possano utilizzare», sottolinea il dott. Brandini, coordinatore del progetto. I gemelli digitali sono strumenti di pianificazione che offrono alle autorità un quadro più completo dei rischi costieri e, al tempo stesso, possono contribuire ad accrescere la consapevolezza dell’impatto dei cambiamenti climatici. «Metteranno in evidenza i possibili effetti dei cambiamenti climatici su specifici tratti di costa», afferma. «Questo incoraggerà il pubblico ad agire in prima persona, magari monitorando la propria area locale e segnalando i dati».

La sfida più ampia è proteggere le aree costiere dagli impatti del cambiamento climatico, sviluppando strategie di gestione del rischio efficaci, affidabili e adattate al contesto locale. A Venezia, ad esempio, il sistema MOSE di barriere mobili è gestito con il supporto di sofisticati strumenti di monitoraggio e modellazione che aiutano a gestire il rischio di mareggiate nella laguna. Sebbene opere ingegneristiche di questa portata non possano essere implementate ovunque, le tecnologie digitali che le supportano sono molto più trasferibili.

I digital twins possono aiutare le autorità locali a esplorare percorsi di adattamento alternativi, includendo anche soluzioni basate sulla natura e sugli ecosistemi, più adatte ai diversi contesti costieri. È un aspetto che il dott. Brandini e il gruppo di lavoro intendono approfondire, sviluppando una comprensione sempre più dettagliata delle vulnerabilità costiere e della loro evoluzione nel tempo.

L’approfondimento di EU Research conferma il valore di AMIS come progetto capace di coniugare innovazione tecnologica e utilità concreta per i territori costieri. Attraverso digital twins, dati integrati e monitoraggi avanzati, AMIS punta a fornire strumenti operativi per prevenire e gestire i rischi, sostenere decisioni pubbliche più consapevoli e rafforzare la resilienza delle comunità di fronte alle sfide poste dal cambiamento climatico.
 

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L’articolo è visionabile gratuitamente a questo link https://issuu.com/euresearcher/docs/amis