Il prossimo 26 febbraio 2026, il Museo di Storia Naturale di Livorno ospiterà l'evento territoriale toscano del progetto SEAsteMAR con un workshop dal titolo "Il mare che cambia: Osservare, capire e agire con SEAsteMAR". Una giornata interamente dedicata all'osservazione e alla comprensione delle trasformazioni che interessano il nostro mare, con l'obiettivo di trasformare i dati scientifici in azioni concrete di salvaguardia. Il Mar Mediterraneo è oggi protagonista di rapidi cambiamenti: l’innalzamento delle temperature, l'evoluzione delle correnti e la pressione delle attività umane impongono nuove sfide per la sicurezza e la tutela ambientale. Il progetto SEAsteMAR nasce proprio per rispondere a queste necessità, costruendo nel Mediterraneo nord-occidentale una rete integrata di osservazioni, modelli e servizi meteo-marini. L'evento si articolerà in due momenti principali: La fase d'apertura della conferenza guiderà i partecipanti alla scoperta dell'iniziativa SEAsteMAR, la quale si occupa di tessere nel bacino del Mediterraneo nord-occidentale una maglia sempre più connessa di monitoraggi, proiezioni e sistemi meteorologici-marini finalizzati alla protezione, al coordinamento delle operazioni nautiche e alla preservazione degli ecosistemi. Le realtà istituzionali coinvolte per l'Italia — nello specifico ARPAL, CNR, Fondazione CIMA, il Consorzio LaMMA e il corpo della Guardia Costiera — illustreranno metodologie, competenze acquisite e visioni future, evidenziando come l'elaborazione di dati e il sapere scientifico siano in grado di trasformarsi in benefici tangibili per la difesa delle acque e specialmente per il mantenimento della ricchezza biologica marina. Nel corso della seconda sessione, l'orizzonte dell'analisi si amplierà ulteriormente. Prendendo le mosse dal perimetro del Santuario Pelagos e dalle acque del Mediterraneo settentrionale, il dibattito verterà sulle ripercussioni che i mutamenti globali e le crisi climatiche esercitano sugli habitat acquatici: flussi migratori di specie, metamorfosi degli ambienti naturali e l'insorgere di fragilità inedite, che tuttavia portano con sé nuove occasioni di studio e di resilienza. Prenderanno la parola esponenti di spicco della ricerca scientifica italiana — afferenti a OGS, all’Università di Siena e all’Università di Pisa — per dare vita a un confronto collettivo sulle modalità di analisi e decodifica di tali trasformazioni. L'obiettivo sarà definire quale funzione strategica debbano assumere le reti di osservazione e i modelli predittivi nel tracciare la rotta per le decisioni e le politiche del domani. L'incontro vuole essere un ponte tra chi produce dati scientifici e chi è chiamato a governare il mare. Parteciperanno ricercatori di rilievo nazionale per riflettere su come i sistemi di monitoraggio e previsione possano guidare le scelte future a protezione della biodiversità Scarica il programma dell'evento Per partecipare è necessario registrarsi a questo link