La fase fenologica prevalente è "grappoli distesi".
Il rischio peronospora su vite si mantiene generalmente basso per la prevalenza di tempo stabile e asciutto, mentre potrebbe aumentare nel caso di pioggia nei prossimi giorni.
Si consiglia di intervenire con prodotti di copertura a base di rame (rame tribasico o ossicloruro di rame, con buona persistenza). L'abbinamento con sistemici (es. fosetyl-Al, fosfonati), migliora l'efficacia e la persistenza dell'intervento.
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| Principi attivi e ausiliari |
|---|
| Prodotti rameici (a) (b) |
|
Olio essenziale di arancio dolce (a) Cerevisane (a) |
| Laminarina (a) |
| Zolfo (c) |
| Soglie e criteri di intervento |
|
Fino alla pre-fioritura: intervenire preventivamente sulla base della previsione delle piogge o prima dello scadere del periodo di incubazione. Dalla pre-fioritura all'allegagione: anche in assenza di macchie d'olio intervenire cautelativamente con cadenze in base alle caratteristiche dei prodotti utilizzati. |
| Successive fasi vegetative: le strategie di controllo sono in relazione alla comparsa o meno della malattia e all’andamento climatico. |
| (a) Sostanze non soggette alle limitazioni d'uso per avversità. (b) 28 kg/ha in 7 anni. Si raccomanda di non superare il quantitativo medio di 4 kg/ha all'anno sulla coltura. (c) Autorizzati i formulati in miscela con prodotti rameici. |
Al momento la pressione del fungo è contenuta, ma con l'aumento della temperatura le condizioni potrebbero divenire favorevoli. Vista l'assenza di sintomi, è possibile utilizzare zolfo in formulazione polvere bagnabile o liquida. Nelle zone e sui vigneti particolarmente predisposti agli attacchi di oidio, nonchè laddove si sono verificati forti attacchi lo scorso anno, è il caso di prevedere di intervenire con prodotti sistemici (es. mefentrifluconazolo, che ha attività sia preventiva che curativa, o pyraclostrobin, efficace anche su escoriosi e black rot).
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| Principi attivi e ausiliari | Limitazioni d'uso |
|---|---|
|
Ampelomyces quisqualis (a) Zolfo (a) |
(1) max 3 interventi indipendentemente dalle avversità per gruppo di s.a. (azoxystrobin, trifloxystrobin, pyraclostrobin). |
| Bicarbonato di potassio (a) (b) | (2) max 3 interventi indipendentemente dalle avversità per gruppo di s.a. |
| Olio essenziale di arancio dolce (a) | (3) max 1 intervento per singola s.a. (in alternativa tra difenoconazolo e tebuconazolo). |
|
Laminarina (a) Bacillus pumilus (a) Cerevisane (a) |
(4) max 3 interventi indipendentemente dalle avversità per singola s.a. |
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Polisolfuro di calcio (a) COS-OGA (a) |
(5) max 2 interventi indipendentemente dalle avversità per singola s.a. |
|
Bacillus amyloliquefaciens (a) Eugenolo + Geraniolo + Timolo (a) |
(6) max 2 interventi indipendentemente dalle avversità per gruppo di s.a. (in alternativa tra loro tra bupirimate, proquinazid e pyriofenone). |
| Estratto acquoso dei semi germinati di Lupinus albus dolce (a) | (7) max 2 interventi indipendentemente dalle avversità per singola s.a. |
| Azoxystrobin (1) |
(8) max 3 interventi indipendentemente dalle avversità per singola s.a. (9) max 3 interventi indipendentemente dalle avversità per gruppo di s.a. (metafrenone e pyriofenone) |
| Trifloxystrobin (1) |
(10) max 1 intervento indipendentemente dalle avversità per singola s.a. (11) max 2 interventi indipendentemente dalle avversità per gruppo di s.a. (boscalid e fluxapyroxad). |
| Pyraclostrobin (1) | Soglie e criteri di intervento |
| Penconazolo (2) |
Interventi chimici Zone ad alto rischio: fino alla pre-fioritura, intervenire preventivamente con antioidici di copertura; dalla pre-fioritura all'invaiatura, intervenire alternando prodotti sistemici e di copertura. Zone a basso rischio: intervenire cautelativamente nell'immediata pre-fioritura e proseguire gli interventi alternando prodotti sistemici e di copertura. |
| Tebuconazolo (2) (3) | (a) Sostanze non soggette a limitazioni d'uso per avversità. (b) max 8 interventi per singola s.a. |
| Tetraconazolo (2) | |
| Difenoconazolo (2) (3) | |
| Mefentrifluconazolo (2) | |
| Spiroxamina (4) | |
| Bupirimate (5) (6) | |
| Meptyldinocap (7) | |
| Metrafenone (8) (9) | |
| Cyflufenamide (7) | |
| Fluxapyroxad (7) (11) | |
| Proquinazid (5) (6) | |
| Pyriofenone (5) (9) | |
| Boscalid (10) (11) | |
La fase fenologica prevalente è "grappoli distesi".
Il rischio peronospora su vite si mantiene generalmente basso per la prevalenza di tempo stabile e asciutto, mentre potrebbe aumentare nel caso di pioggia nei prossimi giorni.
Si consiglia di impostare la difesa in prevenzione prima dell’evento piovoso previsto, utilizzando prodotti rameici (rame tribasico o ossicloruro di rame, con buona persistenza). Dopo le piogge, verificare copertura, eventuale dilavamento e sviluppo vegetativo per l’eventuale adeguamento della strategia.
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| Principi attivi e ausiliari |
|---|
| Prodotti rameici (a) (b) |
|
Olio essenziale di arancio dolce (a) Cerevisane (a) |
| Laminarina (a) |
| Zolfo (c) |
| Soglie e criteri di intervento |
|
Fino alla pre-fioritura: intervenire preventivamente sulla base della previsione delle piogge o prima dello scadere del periodo di incubazione. Dalla pre-fioritura all'allegagione: anche in assenza di macchie d'olio intervenire cautelativamente con cadenze in base alle caratteristiche dei prodotti utilizzati. |
| Successive fasi vegetative: le strategie di controllo sono in relazione alla comparsa o meno della malattia e all’andamento climatico. |
| (a) Sostanze non soggette alle limitazioni d'uso per avversità. (b) 28 kg/ha in 7 anni. Si raccomanda di non superare il quantitativo medio di 4 kg/ha all'anno sulla coltura. (c) Autorizzati i formulati in miscela con prodotti rameici. |
Al momento la pressione del fungo è contenuta, ma con l'aumento della temperatura le condizioni potrebbero divenire favorevoli. Vista l'assenza di sintomi, è possibile utilizzare zolfo in formulazione polvere bagnabile o liquida. Nelle zone e sui vigneti particolarmente predisposti agli attacchi di oidio, nonché laddove si sono verificati forti attacchi lo scorso anno, è il caso di intervenire anche con altre sostanze attive come cerevisane per aumentare la persistenza.
Per saperne di più scaricare la scheda descrittiva.
| Principi attivi e ausiliari |
|---|
| Ampelomyces quisqualis |
| Zolfo |
| Bicarbonato di potassio (a) |
| Olio essenziale di arancio dolce |
| Laminarina |
| Cerevisane |
| COS-OGA |
| Bacillus pumilus |
| Bacillus amyloliquefaciens |
| Eugenolo+Geraniolo+Timolo |
| Polisolfuro di calcio |
| Estratto acquoso dei semi germinati di Lupinus albus dolce |
| Soglie e criteri di intervento |
Interventi chimici
Zone ad alto rischio: fino alla pre-fioritura, intervenire preventivamente con antioidici di copertura; dalla pre-fioritura all'invaiatura, intervenire alternando prodotti sistemici e di copertura.
Zone a basso rischio: intervenire cautelativamente nell'immediata pre-fioritura e proseguire gli interventi alternando prodotti sistemici e di copertura.
Sostanze non soggette a limitazioni d'uso per avversità
(a) max 8 interventi per singola s.a.