Nella provincia di Pisa si conferma una certa variabilità tra le aree. Nella Nodica il frumento tenero si trova in fase di inizio fioritura per le classi precoci e medie e in botticella rigonfia per le tardive, mentre il duro è in piena e inizio fioritura.
A San Miniato il tenero risulta in fase di foglia bandiera, evidenziando uno stadio più arretrato.
Non si rilevano sintomi di oidio né nel frumento tenero né nel duro.
Le ruggini risultano assenti in tutte le aree e per entrambe le tipologie.
La septoria è diffusa e in alcune situazioni molto intensa. Nella Nodica si osservano livelli elevati nel tenero e livelli variabili nel duro, con intensità media nelle classi precoci e elevata nelle medie. A San Miniato la pressione si mantiene su livelli medi.
Non si rilevano sintomi di fusariosi nelle aree monitorate.
Rischio fusariosi da modello.
Il rischio è elevato nelle classi in fioritura a Nodica, sia nel tenero che nel duro, mentre a San Miniato resta nullo.
Anche in questo caso il rischio è strettamente legato allo stadio fenologico.
Dove la fase fenologica sta entrando in fioritura, considerate le piogge e le previsioni di piogge per i prossimi giorni, che comportano quindi un alto rischio fusariosi, se non già protette con un trattamento specifico, è opportuno effettuare un trattamento fitosanitario con uno dei prodotti previsti dai disciplinari di produzione integrata. Si raccomanda di seguire attentamente le limitazioni d'uso di ogni singolo prodotto e dei trattamenti effettuabili sulla coltura.
Si raccomanda inoltre di seguire scrupolosamente le prescrizioni dell’etichetta del prodotto impiegato, per evitare inquinamenti, problemi alla salute, fitotossicità ed eventuali sanzioni.
Si riportano le schede tecniche per le colture cerealicole del 2026 accessibili ai seguenti link.
Link al disciplinare
https://agroambiente.info.regione.toscana.it/agro18/mod_aedita_disciplinare
Le fasi fenologiche prevalenti sono "grappoli visibili" e "grappoli distesi".
Nella maggior parte dei casi le piante sono recettive al parassita.
Il rischio peronospora su vite si mantiene generalmente basso per la prevalenza di tempo stabile e asciutto, mentre potrebbe aumentare nel caso di pioggia nei prossimi giorni.
Si consiglia di impostare la difesa in prevenzione prima dell’evento piovoso previsto, utilizzando prodotti rameici (rame tribasico o ossicloruro di rame, con buona persistenza). Dopo le piogge, verificare copertura, eventuale dilavamento e sviluppo vegetativo per l’eventuale adeguamento della strategia.
Per saperne di più scaricare la scheda descrittiva.
| Principi attivi e ausiliari |
|---|
| Prodotti rameici (a) (b) |
|
Olio essenziale di arancio dolce (a) Cerevisane (a) |
| Laminarina (a) |
| Zolfo (c) |
| Soglie e criteri di intervento |
|
Fino alla pre-fioritura: intervenire preventivamente sulla base della previsione delle piogge o prima dello scadere del periodo di incubazione. Dalla pre-fioritura all'allegagione: anche in assenza di macchie d'olio intervenire cautelativamente con cadenze in base alle caratteristiche dei prodotti utilizzati. |
| Successive fasi vegetative: le strategie di controllo sono in relazione alla comparsa o meno della malattia e all’andamento climatico. |
| (a) Sostanze non soggette alle limitazioni d'uso per avversità. (b) 28 kg/ha in 7 anni. Si raccomanda di non superare il quantitativo medio di 4 kg/ha all'anno sulla coltura. (c) Autorizzati i formulati in miscela con prodotti rameici. |
Al momento la pressione del fungo è contenuta, ma con l'aumento della temperatura le condizioni potrebbero divenire favorevoli. Vista l'assenza di sintomi, è possibile utilizzare zolfo in formulazione polvere bagnabile o liquida. Nelle zone e sui vigneti particolarmente predisposti agli attacchi di oidio, nonché laddove si sono verificati forti attacchi lo scorso anno, è il caso di intervenire anche con altre sostanze attive come cerevisane per aumentare la persistenza.
Per saperne di più scaricare la scheda descrittiva.
| Principi attivi e ausiliari |
|---|
| Ampelomyces quisqualis |
| Zolfo |
| Bicarbonato di potassio (a) |
| Olio essenziale di arancio dolce |
| Laminarina |
| Cerevisane |
| COS-OGA |
| Bacillus pumilus |
| Bacillus amyloliquefaciens |
| Eugenolo+Geraniolo+Timolo |
| Polisolfuro di calcio |
| Estratto acquoso dei semi germinati di Lupinus albus dolce |
| Soglie e criteri di intervento |
Interventi chimici
Zone ad alto rischio: fino alla pre-fioritura, intervenire preventivamente con antioidici di copertura; dalla pre-fioritura all'invaiatura, intervenire alternando prodotti sistemici e di copertura.
Zone a basso rischio: intervenire cautelativamente nell'immediata pre-fioritura e proseguire gli interventi alternando prodotti sistemici e di copertura.
Sostanze non soggette a limitazioni d'uso per avversità
(a) max 8 interventi per singola s.a.
Le fasi fenologiche prevalenti sono "grappoli visibili" e "grappoli distesi".
Nella maggior parte dei casi le piante sono recettive al parassita.
Il rischio peronospora su vite si mantiene generalmente basso per la prevalenza di tempo stabile e asciutto, mentre potrebbe aumentare nel caso di pioggia nei prossimi giorni.
Si consiglia di intervenire con prodotti di copertura a base di rame (rame tribasico o ossicloruro di rame, con buona persistenza). L'abbinamento con sistemici (es. fosetyl-Al, fosfonati), migliora l'efficacia e la persistenza dell'intervento.
Per saperne di più scaricare la scheda descrittiva.
| Principi attivi e ausiliari |
|---|
| Prodotti rameici (a) (b) |
|
Olio essenziale di arancio dolce (a) Cerevisane (a) |
| Laminarina (a) |
| Zolfo (c) |
| Soglie e criteri di intervento |
|
Fino alla pre-fioritura: intervenire preventivamente sulla base della previsione delle piogge o prima dello scadere del periodo di incubazione. Dalla pre-fioritura all'allegagione: anche in assenza di macchie d'olio intervenire cautelativamente con cadenze in base alle caratteristiche dei prodotti utilizzati. |
| Successive fasi vegetative: le strategie di controllo sono in relazione alla comparsa o meno della malattia e all’andamento climatico. |
| (a) Sostanze non soggette alle limitazioni d'uso per avversità. (b) 28 kg/ha in 7 anni. Si raccomanda di non superare il quantitativo medio di 4 kg/ha all'anno sulla coltura. (c) Autorizzati i formulati in miscela con prodotti rameici. |
Al momento la pressione del fungo è contenuta, ma con l'aumento della temperatura le condizioni potrebbero divenire favorevoli. Vista l'assenza di sintomi, è possibile utilizzare zolfo in formulazione polvere bagnabile o liquida. Nelle zone e sui vigneti particolarmente predisposti agli attacchi di oidio, nonchè laddove si sono verificati forti attacchi lo scorso anno, è il caso di prevedere di intervenire con prodotti sistemici (es. mefentrifluconazolo, che ha attività sia preventiva che curativa, o pyraclostrobin, efficace anche su escoriosi e black rot).
Per saperne di più scaricare la scheda descrittiva.
| Principi attivi e ausiliari | Limitazioni d'uso |
|---|---|
|
Ampelomyces quisqualis (a) Zolfo (a) |
(1) max 3 interventi indipendentemente dalle avversità per gruppo di s.a. (azoxystrobin, trifloxystrobin, pyraclostrobin). |
| Bicarbonato di potassio (a) (b) | (2) max 3 interventi indipendentemente dalle avversità per gruppo di s.a. |
| Olio essenziale di arancio dolce (a) | (3) max 1 intervento per singola s.a. (in alternativa tra difenoconazolo e tebuconazolo). |
|
Laminarina (a) Bacillus pumilus (a) Cerevisane (a) |
(4) max 3 interventi indipendentemente dalle avversità per singola s.a. |
|
Polisolfuro di calcio (a) COS-OGA (a) |
(5) max 2 interventi indipendentemente dalle avversità per singola s.a. |
|
Bacillus amyloliquefaciens (a) Eugenolo + Geraniolo + Timolo (a) |
(6) max 2 interventi indipendentemente dalle avversità per gruppo di s.a. (in alternativa tra loro tra bupirimate, proquinazid e pyriofenone). |
| Estratto acquoso dei semi germinati di Lupinus albus dolce (a) | (7) max 2 interventi indipendentemente dalle avversità per singola s.a. |
| Azoxystrobin (1) |
(8) max 3 interventi indipendentemente dalle avversità per singola s.a. (9) max 3 interventi indipendentemente dalle avversità per gruppo di s.a. (metafrenone e pyriofenone) |
| Trifloxystrobin (1) |
(10) max 1 intervento indipendentemente dalle avversità per singola s.a. (11) max 2 interventi indipendentemente dalle avversità per gruppo di s.a. (boscalid e fluxapyroxad). |
| Pyraclostrobin (1) | Soglie e criteri di intervento |
| Penconazolo (2) |
Interventi chimici Zone ad alto rischio: fino alla pre-fioritura, intervenire preventivamente con antioidici di copertura; dalla pre-fioritura all'invaiatura, intervenire alternando prodotti sistemici e di copertura. Zone a basso rischio: intervenire cautelativamente nell'immediata pre-fioritura e proseguire gli interventi alternando prodotti sistemici e di copertura. |
| Tebuconazolo (2) (3) | (a) Sostanze non soggette a limitazioni d'uso per avversità. (b) max 8 interventi per singola s.a. |
| Tetraconazolo (2) | |
| Difenoconazolo (2) (3) | |
| Mefentrifluconazolo (2) | |
| Spiroxamina (4) | |
| Bupirimate (5) (6) | |
| Meptyldinocap (7) | |
| Metrafenone (8) (9) | |
| Cyflufenamide (7) | |
| Fluxapyroxad (7) (11) | |
| Proquinazid (5) (6) | |
| Pyriofenone (5) (9) | |
| Boscalid (10) (11) | |