Provincia di Livorno - Bollettino Vite Integrato del 2024-07-11

Fenologia

La fase fenologica prevalente è ancora "grappolo chiuso".

Peronospora

La situazione si presenta diversa in relazione agli interventi di difesa realizzati nel corso di questo ultimo periodo. Comunque, sono presenti sintomi in campo sia su foglia sia su grappolo, in alcuni casi anche significativi. Si consiglia di intervenire preventivamente soprattutto a protezione del grappolo, ad esempio con Amectotradina, Cyazofamide, Amisulbron, Oxiathiapiprolin, Zoxamide. Per contrastare la sporulazione è utile intervenire con prodotti a base di olio di arancio dolce. I modelli continuano a indicare rischio elevato.

Per saperne di più scaricare la scheda descrittiva.

Regione Toscana L.R. 25/99

Annata Agraria 2024

Principi attivi e ausiliari
Prodotti rameici
Olio essenziale di arancio dolce
Cerevisane
Laminarina
Limitazioni d'uso
(1) Strobiruline: max 3 interventi all'anno, indipendentemente dalle avversità.
(3) Folpet, Dithianon, Fluazinam: complessivamente max 4 interventi all'anno indipendentemente dall'avversità, in alternativa tra loro.
(4) CAA: max 4 interventi all'anno, indipendentemente dalle avversità.
(5) Cimoxanil: max 3 interventi all'anno, indipendentemente dalle avversità.
(6) Cyazofamid, Amisulbron: complessivamente max 3 interventi all'anno, indipendentemente dalle avversità.
Folpet (3) (7) Fosfonati (Fosfonato di potassio, Fosfonato di disodio, Fosetil-Al): complessivamente max 10 interventi all'anno, di cui max 5 con Fosfonato di potassio e max 7 con Fosfonato di disodio.
Dimetomorf (CAA) (4) (9) Zoxamide: max 4 interventi all'anno, indipendentemente dalle avversità.
Pyraclostrobin (Strobiruline) (1) (10) Fenilammidi: max 3 interventi all'anno.
Metalaxil (CS) (Fenilammidi) (10) (13) (12) Ametoctradina: max 3 interventi all'anno, indipendentemente dalle avversità.
Iprovalicarb (CAA) (4) (13) Fluopicolide, Metalaxil: max 2 interventi all'anno, indipendentemente dalle avversità.
Mandipropamide (CAA) (4) (17) Oxathiapiprolin: max 2 interventi all'anno e usare in miscela con s.a. a diverso meccanismo d'azione.
Valifenalate (CAA) (4)
Fosetil-Al (7) Soglie e criteri di intervento
Fosfonato di disodio (7) Fino alla pre-fioritura: intervenire preventivamente sulla base della previsione delle piogge o prima dello scadere del periodo di incubazione.
Metalaxil-M (Fenilammidi) (10) Dalla pre-fioritura in poi: le strategie di controllo sono in relazione alla comparsa o meno della malattia e all’andamento delle condizioni climatiche.
Benalaxil-M (Fenilammidi) (10)
Fosfonati di potassio (7)
Amisulbron (6)
Cyazofamid (6)
Fluopicolide (CS) (13)
Cimoxanil (5)
Zoxamide (9)
Dithianon (3)
Ametoctradina (12)
Fluazinam (3)
Oxathiapiprolin (17)

Cliccare nel seguente link per accedere ad una galleria fotografica dei sintomi della peronospora.

Botritis

Laddove siamo ancora in fase di pre-chiusura del grappolo e negli ambienti particolarmente soggetti all'attacco da parte di questo patogeno, è possibile prepararsi per un trattamento antibotritico (vedi bollettino del 13 giugno), preferibilmente dopo aver proceduto al diradamento della vegetazione e all'accomodamento dei tralci, in modo da bagnare bene i grappoli. Queste operazioni possono aumentare l'efficacia dell'intervento fitosanitario.

Per saperne di più scaricare la scheda descrittiva.

Principi attivi e ausiliari Limitazioni d'uso Soglie e criteri di intervento
Bacillus subtilis (*) Contro questa avversità al massimo 2 interventi all'anno, con l'eccezione di prodotti biologici e terpeni
(1) Pyrimethanil (Anilopirimidine): max 1 trattamento anno.
I trattamenti sono effettuabili solo dalla fase fenologica di pre-chiusura del grappolo in poi
(2) Fludioxonil + Cyprodinil (Anilopirimidine): max 1 trattamento all'anno da soli in alternativa, o in miscela tra loro.
Aureobasidium pullulans (4) Fenhexamid: max 1 trattamento all'anno.
Bicarbonato di potassio (12) SDHI (Boscalid, Isofetamid): complessivamente max 2 interventi anno, indipendentemente dalle avversità, di cui max 1 con Boscalid max 1 con Isofetamid.
Pythium oligrandrum 
Eugenolo+Geraniolo+Timolo
(11) Fenpyrazamine : max 1 intervento anno, indipendentemente dalle avversità.
Bacillus amyloliquefaciens

Cerevisane
(3) Folpet, Dithianon, Fluazinam: complessivamente max 4 interventi all'anno indipendentemente dall'avversità, in alternativa tra loro.
Saccharomyces  cerevisiae
Trichoderma atroviride (*) Bacillus subtilis: consigliato in pre-raccolta anche con infezioni in atto, assicurando una buona bagnatura del grappolo
Metschnikowia fructicola (**) Pyrimethanil e miscela Cyprodinil+Fludioxonil: registrati anche contro marciume acido
Laminarina
Pyrimethanil (Anilinopirimidine) (1) (**)
Fludioxonil (2) (**)
Boscalid (SDHI) (12)
Fenhexamid (4)
Fenpyrazamine (11)
Fluazinam (3)
Cyprodinil (Anilinopirimidine) (2) (**)
Isofetamid (SDHI) (12)

Oidio

Sono stati osservati sintomi. Al momento, la fase è critica, specialmente laddove ci sono state carenze nella prevenzione e in zone particolarmente predisposte. Al termine del periodo di protezione dell'ultimo trattamento, è opportuno rinnovare la copertura fungicida, intervenendo con zolfo abbinato, in presenza di sintomi, a prodotti specifici, quali spiroxamina e meptyldinocap. E' possibile impiegare induttori di resistenza (laminarina e cerevisane) e olio essenziale di arancio dolce, specialmente se utilizzato come eradicante nei confronti della peronospora. la defogliatura e la sfemminellatura sono operazioni che favoriscono l'arieggiamento, oltre a rendere il trattamento maggiormente efficace.

Per saperne di più scaricare la scheda descrittiva.

Principi attivi  e ausiliari Limitazioni d'uso
Ampelomyces quisqualis
Zolfo
(1) Strobiruline (Azoxystrobin, Trifloxystrobin, Pyraclostrobin): max 3 interventi all'anno, indipendentemente dalle avversità.
Bicarbonato di potassio (18) IBE: max 3 interventi all'anno indipendentemente dalle avversità, di cui max 1 con IBE CS (Candidati sostituzione).
Olio essenziale di arancio dolce (4) Bupirimate, Proquinazid, Pyriofenone (CMR): massimo 2 interventi complessivi all'anno
Laminarina
Bacillus pumilus
Cerevisane
(5) Spiroxamina: massimo 3 interventi all'anno, indipendentemente dalle avversità
COS-OGA (7) Meptyldinocap: max 2 interventi all'anno.
Bacillus amyloliquefaciens
Eugenolo + Geraniolo + Timolo
(8) Pyriofenone (CMR), Metrafenone: max 3 interventi complessivi all'anno, indipendentemente dalle avversità; Pyriofenone max 2 interventi.
Azoxystrobin (Strobiruline) (1) (9) Cyflufenamide: max 2 interventi l'anno, indipendentemente dalle avversità.
Trifloxystrobin (Strobiruline) (1) (12) SDHI (Boscalid, Fluxapyroxad): complessivamente max 2 interventi all'anno, indipendentemente dalle avversità, di cui max 1 con Boscalid.
Pyraclostrobin (Strobiruline) (1)
Penconazolo (IBE) (18) Soglie e criteri di intervento
Tebuconazolo (IBE) (CS) (18) Nelle zone ad alto rischio nella fase di prechiusura del grappolo sono da preferire le applicazioni con zolfo polverulento.
Tetraconazolo (IBE) (18)
Difenoconazolo (IBE) (CS) (18)
Mefentrifluconazolo (IBE) (18)
Spiroxamina (5)
Bupirimate (4)
Meptyldinocap (7)
Metrafenone (8)
Boscalid (SDHI) (12)
Cyflufenamide (9)
Fluxapyroxad (SDHI) (12)
Proquinazid (4)
Pyriofenone (4) (8)

Black Rot

Sono stati osservati sintomi. E' possibile sfruttare l’attività collaterale su Black Rot dei triazoli e delle strobilurine qualora utilizzati come antioidici o dei prodotti rameici utilizzati come antiperonosporici.

Principi attivi e ausiliari Soglie e criteri d'intervento Limitazioni d'uso
Prodotti rameici Interventi agronomici: raccogliere e distruggere i grappoli infetti; asportare ed eliminare i residui di potatura. (1) Strobiruline (Azoxystrobin, Tryfloxystrobin, Pyraclostrobin): max 3 interventi all'anno, indipendentemente dalle avversità
Interventi chimici: intervenire su vigneti e varietà a rischio; privilegiare nella scelta dei fungicidi i prodotti efficaci anche su Black-rot. (3) Folpet, Dithianon, Fluazinam: complessivamente max 4 interventi all'anno, indipendentemente dall'avversità, in alternativa fra loro.
(3) Folpet, Dithianon, Fluazinam: complessivamente max 4 interventi all'anno, indipendentemente dall'avversità, in alternativa fra loro.
Dithianon (3) (18) IBE: max 3 interventi all'anno, indipendentemente dall'avversità, di cui max 1 con IBE CS (Candidati alla sostituzione).
Azoxystrobin (Strobilurine) (1) (5) Spiroxamina: massimo 3 interventi anno indipendentemente dall’avversità.
Penconazolo (IBE) (18)
Tetraconazolo (IBE) (18)
Difenoconazolo (CS) (IBE) (18)
Mefentrifluconazolo (IBE) (18)
Pyraclostrobin (Strobilurine) (1)
Trifloxistrobina (Strobiruline) (1)
Spiroxamina (5) + Difenoconazolo (CS) (IBE) (18)

Trifloxistrobin (Strobilurine) (1)

Pyraclostrobin (Strobilurine) (1)

Tignoletta della vite

È in atto la seconda generazione di tignoletta (Lobesia botrana) sia nelle province litoranee che in quelle più interne, con presenza nei grappoli di larve di quarta-quinta età. Si consiglia di continuare a monitorare i voli con trappole a feromoni per rilevare l’inizio del terzo volo e poter così intervenire tempestivamente al superamento della soglia di intervento, che si attesta tra il 5 e il 10% di grappoli con uova o giovani larve.

Principi attivi e ausiliari Limitazioni d'uso
Bacillus thuringensis (*)                                  Spinosad  (Spinosine) (2) (2) Spinosine (Spinosad, Spinetoram): complessivamente max 3 interventi indipendentemente dall'avversità, Spinetoram max 1 intervento anno indipendentemente dall'avversità, Spinosad max 3 interventi all'anno indipendentemente dall'avversità.
Confusione sessuale (5) Metossifenozide e Tebufenozide: Max 2 interventi all'anno.
Piretrine (8) Emamectina benzoato: max 2 trattamenti anno indipendentemente dall'avversità.
Azadiractina A (9) Chlorantraniliprole: max 1 trattamento anno indipendentemente dall'avversità.
Tebufenozide (5)
Metossifenozide (CS) (5) (*) Bacillus thuringensis: quando si interviene all'ultima settimana di agosto-prima settimana di settembre il trattamento ha efficacia anche contro la tignola rigata soprattutto su varietà rosse a maturazione medio tardiva-tardiva.
Emamectina benzoato (8)
Chlorantraniliprole (9)
Spinetoram (Spinosine) (2)

Confusione sessuale con irrorazione a tutta

chioma

Fillossera

Sono state osservate infestazioni sporadiche.

Scaphoideus titanus

Presenza accertata di ninfe di IV-V età e dei primi adulti, in vigneti sia delle province litoranee (Massa Carrara, Lucca e Pisa) che delle province più interne (Firenze, Siena, Arezzo). Come riportato nell'allegato 1 "Misure di lotta obbligatoria contro la flavescenza dorata della vite in Toscana per l'annualità 2024", esistono diverse zone di applicazione, in riferimento al numero di interventi insetticidi obbligatori (Tabella a pag. 10 dell'Allegato 1).

Indicazioni per interventi nelle diverse zone

Zona infestata in eradicazione: nel caso non fosse ancora stato eseguito il secondo trattamento obbligatorio, si consiglia di intervenire prima possibile con un piretroide (vedi Scheda C dell’Allegato 2).

Zona infestata in contenimento e zona cuscinetto in integrato: nel caso non fosse ancora stato eseguito il secondo trattamento obbligatorio, si consiglia di intervenire prima possibile con una delle sostanze attive riportate nella Scheda C dell’Allegato 2.

Zona indenne con presenza accertata di S. titanus in integrato: nel caso non fosse ancora stato eseguito l’unico trattamento obbligatorio, si consiglia di intervenire prima possibile con una delle sostanze attive riportate nella Scheda C dell’Allegato 2.

Indicazioni per vivaisti viticoli

Nel caso non fosse ancora stato eseguito il secondo trattamento obbligatorio, si consiglia di intervenire prima possibile con un piretroide (vedi Scheda C dell’Allegato 2).

Per quanto riguarda il caolino, gli interventi con detto corroborante, pur mostrando una discreta efficacia, possono essere di supporto ai trattamenti con prodotti fitosanitari, ma non sono riconosciuti tra i trattamenti obbligatori contro lo scafoideo.

Note

Si ricorda l'importanza delle operazioni di gestione della chioma (cimatura, riordino delle chiome, defoliazione della fascia grappoli). Questi mezzi agronomici sono essenziali per garantire un maggior arieggiamento e, in generale, un microclima meno favorevole allo sviluppo di patogeni, nonché per consentire la penetrazione delle miscele fitoiatriche all’interno della vegetazione per raggiungere i grappoli.

I bollettini sono redatti dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell'Università di Pisa.

Il servizio viene erogato in osservanza in base a quanto previsto dal D.L. 150/2012 “Attuazione della Direttiva 128/2009 CE che istituisce un quadro di azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi”.

L’obiettivo perseguito è quello di fornire alle aziende agricole supporti tecnici per l’applicazione delle prescrizioni di difesa integrata introdotti dal PAN, in ottica di sistema di supporto alle decisioni, che rimangono comunque di esclusiva competenza delle aziende.

I rilievi vengono realizzati settimanalmente in siti significativi per le varie aree viticole, usando come vitigno di riferimento il Sangiovese (laddove possibile). Oltre alla fase fenologica, vengono rilevate intensità e diffusione delle principali avversità.

I dati rilevati nei singoli campionamenti vengono riportati nelle pagine dedicate del portale.

Provincia di Livorno - Bollettino Vite Biologico del 2024-07-11

Fenologia

La fase fenologica prevalente è ancora "grappolo chiuso".

Peronospora

Si osservano attacchi su foglie e a bassa incidenza anche su grappoli. Si consiglia, pertanto di non abbassare la guardia. Ai prodotti a base di rame è possibile affiancare laminarina o cerevisane (induttori di resistenza ad azione preventiva) e olio essenziale di arancio dolce (solo a sporulazione avvenuta).

Principi attivi
Prodotti rameici
Olio essenziale di arancio dolce
Cerevisane

Per saperne di più scaricare la scheda descrittiva.

Cliccare nel seguente link per accedere ad una galleria fotografica dei sintomi della peronospora.

Botritis

Laddove siamo in fase di pre-chiusura del grappolo e negli ambienti particolarmente soggetti all'attacco da parte di questo patogeno, è possibile prepararsi per un trattamento antibotritico (vedi bollettino del 13 giugno), preferibilmente dopo aver proceduto al diradamento della vegetazione e all'accomodamento dei tralci, in modo da bagnare bene i grappoli. Queste operazioni possono aumentare l'efficacia dell'intervento fitosanitario.

Per saperne di più scaricare la scheda descrittiva.

Principi attivi e ausiliari
Bacillus subtilis* * Bacillus subtilis: consigliato in pre-raccolta anche con infezioni in atto, assicurando una buona bagnatura del grappolo
Aureobasidium pullulans
Bicarbonato di potassio
Pythium oligandrum
Eugenolo+Geraniolo+Timolo
Bacillus amyloliquefaciens

Cerevisane
Saccharomyces cerevisiae
Trichoderma atroviride
Laminarina
Metschnikowia fructicola

Oidio

Sono stati osservati sintomi. Al momento, la fase è critica, specialmente laddove ci sono state carenze nella prevenzione e in zone particolarmente predisposte. Al termine del periodo di protezione dell'ultimo trattamento, è opportuno rinnovare la copertura fungicida, intervenendo con zolfo. E' possibile impiegare induttori di resistenza (laminarina e cerevisane) e olio essenziale di arancio dolce, specialmente se utilizzato come eradicante nei confronti della peronospora. La defogliatura e la sfemminellatura sono operazioni che favoriscono l'arieggiamento, oltre a rendere il trattamento maggiormente efficace.

Principi attivi e ausiliari
Ampelomyces quisqualis
Zolfo
Bicarbonato di potassio
Olio essenziale di arancio dolce
Laminarina
Cerevisane
COS-OGA
Bacillus pumilus
Bacillus amyloliquefaciens
Eugenolo+Geraniolo+Timolo
Soglie e criteri di intervento
Nelle zone ad alto rischio nella fase di prechiusura del grappolo sono da preferire le applicazioni con zolfo polverulento

Per saperne di più scaricare la scheda descrittiva.

Black Rot

Sono stati osservati sintomi.  E' possibile sfruttare l’attività collaterale su Black Rot dei prodotti rameici usati come antiperonosporici.

Principi attivi e ausiliari Soglie e criteri d'intervento
Prodotti rameici Interventi agronomici: raccogliere e distruggere i grappoli infetti; asportare ed eliminare i residui di potatura.

Tignoletta della vite

È in atto la seconda generazione di tignoletta (Lobesia botrana) sia nelle province litoranee che in quelle più interne, con presenza nei grappoli di larve di quarta-quinta età. Si consiglia di continuare a monitorare i voli con trappole a feromoni per rilevare l’inizio del terzo volo e poter così intervenire tempestivamente al superamento della soglia di intervento, che si attesta tra il 5 e il 10% di grappoli con uova o giovani larve.

Principi attivi e ausiliari Limitazioni d'uso
Confusione sessuale                                  Bacillus thuringensis (*) (2) Spinosine (Spinosad, Spinetoram): complessivamente max 3 interventi indipendentemente dall'avversità, Spinetoram max 1 intervento anno indipendentemente dall'avversità, Spinosad max 3 interventi all'anno indipendentemente dall'avversità.
Spinosad (Spinosine) (2) (*) Bacillus thuringensis: quando si interviene a fine agosto-prima settimana di settembre, il trattamento ha effetto anche sulla tignola rigata soprattutto su varietà rosse a maturazione medio tardiva o tardiva
Piretrine
Azadiractina A

Fillossera

Sono state osservate infestazioni sporadiche.

Scaphoideus titanus

Presenza accertata di ninfe di IV-V età e dei primi adulti, sia in vigneti delle province litoranee (Massa Carrara, Lucca e Pisa) che delle province più interne (Firenze, Siena, Arezzo). Come riportato nell'allegato 1 "Misure di lotta obbligatoria contro la flavescenza dorata della vite in Toscana per l'annualità 2024", esistono diverse zone di applicazione, in riferimento al numero di interventi insetticidi obbligatori (Tabella a pag. 10 dell'Allegato 1).

Indicazioni per interventi nelle diverse zone

Zona infestata in eradicazione: nel caso non fosse ancora stato eseguito il terzo trattamento obbligatorio si consiglia di intervenire prima possibile con piretrine (vedi Scheda C dell’Allegato 2).

Zona infestata in contenimento e zona cuscinetto in biologico: nel caso non fosse ancora stato eseguito il terzo trattamento obbligatorio, si consiglia di intervenire prima possibile con una delle sostanze attive riportate nella Scheda C dell’Allegato 2.

Zona indenne con presenza accertata di S. titanus in biologico: nel caso non fosse ancora stato eseguito il secondo trattamento obbligatorio si consiglia di intervenire prima possibile con una delle sostanze attive riportate nella Scheda C dell’Allegato 2.

Indicazioni per vivaisti viticoli

Nel caso non fosse ancora stato eseguito il terzo trattamento obbligatorio, si consiglia di intervenire prima possibile con piretrine (vedi Scheda C dell’Allegato 2).

Per quanto riguarda il caolino, gli interventi con detto corroborante, pur mostrando una discreta efficacia, possono essere di supporto ai trattamenti con prodotti fitosanitari, ma non sono riconosciuti tra i trattamenti obbligatori contro lo scafoideo.

Note

Si ricorda l'importanza delle operazioni di gestione della chioma (cimatura, riordino delle chiome, defoliazione della fascia grappoli). Questi mezzi agronomici sono essenziali per garantire un maggior arieggiamento e, in generale, un microclima meno favorevole allo sviluppo di patogeni, nonché per consentire la penetrazione delle miscele fitoiatriche all’interno della vegetazione, raggiungendo i grappoli.

I bollettini sono redatti dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell'Università di Pisa.

Il servizio viene erogato in osservanza in base a quanto previsto dal D.L. 150/2012 “Attuazione della Direttiva 128/2009 CE che istituisce un quadro di azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi”.

L’obiettivo perseguito è quello di fornire alle aziende agricole supporti tecnici per l’applicazione delle prescrizioni di difesa integrata introdotti dal PAN, in ottica di sistema di supporto alle decisioni, che rimangono comunque di esclusiva competenza delle aziende.

I rilievi vengono realizzati settimanalmente in siti significativi per le varie aree viticole, usando come vitigno di riferimento il Sangiovese (laddove possibile). Oltre alla fase fenologica, vengono rilevate intensità e diffusione delle principali avversità.

I dati rilevati nei singoli campionamenti vengono riportati nelle pagine dedicate del portale.

Provincia di Livorno - Bollettino Olivo Biologico del 2024-07-11

Fenologia

La fase fenologica è molto variabile da varietà ad area microclimatica, in generale le olive sono accrescimento drupe post allegagione con fase prevalente che va da indurimento nocciolo 0-50% ad indurimento nocciolo >50%.

Dalla scorsa settimana si è rilevato un brusco cambio nei valori termico sia minimi che massimi; infatti, da domenica le previsioni hanno indicato l’entrata di un anticiclone di tipo africano che ha portato all’aumento delle temperature oltre ad interrompere la sequenza di giorni di pioggia che si stavano verificando periodicamente in molte aree.

Elementi, le temperature e le piogge, che hanno comportato in generale condizioni di sviluppo ottimali della pianta e dell’insetto. Il brusco cambio di marcia comporterà sicuramente un rallentamento della fisiologia della pianta ed una maggior mortalità dell’insetto. Sarà opportuno seguire i dati delle stazioni meteo, non fidarsi della percezione del caldo, e il modello sul portale ci aiuterà a capire meglio. Sicurante aree più fresche (ad esempio salendo di quota) potrebbero essere più esposte rispetto ad aree di pianura dove il caldo sarà massimo. Inoltre dobbiamo tenere conto che sino ad ora le olive si presentano spesso di buone dimensioni e molto ben idratate, aspetti che potrebbero mitigare gli effetti della temperatura sulle uova e piccole larve.

Occhio di pavone

Non sono al momento necessari trattamenti.
Monitorare eventuali presenze di sintomi e tenere traccia dell'evoluzione per pianificare correttamente i trattamenti ad inizio autunno.

Cecidomia delle foglie (Dasineura Oleae)

Monitorare eventuali presenze di sintomi su foglia

Mosca delle olive

Dai monitoraggi in molte province della regione i campionamenti denotano una partenza dell'ovodeposizione abbastanza diffusa, alta nelle aree costiere e con picchi anche nelle aree interne. Confermati molti superamenti di soglia in particolare nelle province costiere, in alcuni casi anche sopra soglia.

Nelle aree interne si vedono i primi segni di mortalità da caldo (L1m) ma non ancora sufficienti a contenere l’infestazione, mentre sulla costa la mortalità è ancora più contenuta, di conseguenza la situazione più movimentata rilevata resta sulla costa.

Le catture si presentano in leggero aumento con valori consistenti in molti areali monitorati della regione. Nel database potete controllare tutti i punti rilevati.

Si consiglia di avviare il monitoraggio per chi non lo avesse ancora fatto.

Nello specifico:

Area Livornese:

A Cecina in Collemezzano 8%; a Rosignano Marittimo in Vada Stradone della torre 1%, in Vada stradone bel vedere 1-19%, in paese 5%

Bibbona-Castagneto:

A Bibbona in via Campigliese 6%, in paese 1%; a Castagneto Carducci in Donoratico 13-14%, in Lamentano 20%.

Val di Cornia:

A Suvereto in paese 9%, in Poggetto Masino 3%

CONSIGLI SULLA DIFESA

A conferma di quanto rilevato la settimana scorsa in generale l’infestazione risulta in leggero aumento nei primi confronti tra gli anni degli indici IA%media provinciale si stanno rilevando valori superiori alle medie del periodo 12-23 e in quasi in tutte le province abbiamo un valore più alto dello scorso anno nelle 28 settimane. Su quest’ultimo punto dobbiamo considerare anche l’anticipo fenologico della coltura di quest’anno, nel passato i primi dati riguardavano prevalentemente le aree di costa, mentre quest’anno il problema è più diffuso nel territorio regionale.

Strategie preventive

Si considera che il trattamento consigliato nelle due settimane scorse sia stato effettuato, a questo punto è importante controllare la corretta distribuzione nonché la tenuta del sistema con monitoraggi mirati per essere certi di non avere ovodeposizione.

Per chi ha scelto di applicare strategie antideponenti, repellenti, adulticida, e non lo avesse ancora effettuato è fondamentale intervenire immediatamente con i prodotti /strumenti scelti, a questo punto anche nelle aree interne e nelle aree di minor pressione.

Consiglio valido anche nelle aree non ancora monitorate o con assenza di ovodeposizione.

Potrebbero attendere le aree dove sono previsti caldi più intensi.

Maggiori info sulle strategie di difesa adottabili sono disponibili nelle Linee guida per il controllo della mosca delle olive Bactrocera oleae nel rispetto della normativa vigente e nell’ottica di una difesa sostenibile della produzione olivicola in Toscana

Note

Pulizia e manutenzione delle attrezzature per la distribuzione dei prodotti fitosanitari.

Per una corretta ed uniforme distribuzione sia dei prodotti fitosanitari che concimi fogliari  io corroboranti, oltre ad utilizzare attrezzature con controllo funzionale effettuato da officina autorizzata secondo le disposizioni del PAN, è opportuno controllare periodicamente in azienda l’attrezzatura (verificandone le parti in funzione con acqua pulita) in modo da effettuare le manutenzioni per non avere perdite di prodotto nell’ambiente.

E’ inoltre importante la corretta taratura per rendere uniforme la distribuzione delle gocce sulla vegetazione (ancor più con i prodotti di copertura) per ottenere una adeguata bagnatura di tutta la superficie vegetale, evitando gocciolamenti a terra e fenomeni di deriva.

MONITORAGGI

Il rilevo dei dati in campo sull’olivo è eseguito a cura delle Organizzazioni di produttori OTA, APOT, CONFOLIVA, che partecipano al programma di miglioramento dell’olio finanziato dalla comunità europea e dal gentile ed altrettanto prezioso contributo di Terre dell’Etruria, OLMA, Montalbano e Frantoio di Cetona, CIA e Coldiretti Massa Carrara, Biodistretto di Fiesole, Frantoio Masaccio e Consorzio olio DOP Chianti Classico.

Provincia di Livorno - Bollettino Olivo Integrato del 2024-07-11

Fenologia

La fase fenologica è molto variabile da varietà ad area microclimatica, in generale le olive sono accrescimento drupe post allegagione con fase prevalente che va da indurimento nocciolo 0-50% ad indurimento nocciolo >50%.

Dalla scorsa settimana si è rilevato un brusco cambio nei valori termico sia minimi che massimi; infatti, da domenica le previsioni hanno indicato l’entrata di un anticiclone di tipo africano che ha portato all’aumento delle temperature oltre ad interrompere la sequenza di giorni di pioggia che si stavano verificando periodicamente in molte aree.

Elementi, le temperature e le piogge, che hanno comportato in generale condizioni di sviluppo ottimali della pianta e dell’insetto. Il brusco cambio di marcia comporterà sicuramente un rallentamento della fisiologia della pianta ed una maggior mortalità dell’insetto. Sarà opportuno seguire i dati delle stazioni meteo, non fidarsi della percezione del caldo, e il modello sul portale ci aiuterà a capire meglio. Sicurante aree più fresche (ad esempio salendo di quota) potrebbero essere più esposte rispetto ad aree di pianura dove il caldo sarà massimo. Inoltre dobbiamo tenere conto che sino ad ora le olive si presentano spesso di buone dimensioni e molto ben idratate, aspetti che potrebbero mitigare gli effetti della temperatura sulle uova e piccole larve.

Occhio di pavone

Non sono al momento necessari trattamenti.
Monitorare eventuali presenze di sintomi e tenere traccia dell'evoluzione per pianificare correttamente i trattamenti ad inizio autunno.

Cecidomia delle foglie (Dasineura Oleae)

Monitorare eventuali presenze di sintomi su foglia

Mosca delle olive

Dai monitoraggi in molte province della regione i campionamenti denotano una partenza dell'ovodeposizione abbastanza diffusa, alta nelle aree costiere e con picchi anche nelle aree interne. Confermati molti superamenti di soglia in particolare nelle province costiere, in alcuni casi anche sopra soglia.

Nelle aree interne si vedono i primi segni di mortalità da caldo (L1m) ma non ancora sufficienti a contenere l’infestazione, mentre sulla costa la mortalità è ancora più contenuta, di conseguenza la situazione più movimentata rilevata resta sulla costa.

Le catture si presentano in leggero aumento con valori consistenti in molti areali monitorati della regione. Nel database potete controllare tutti i punti rilevati.

Si consiglia di avviare il monitoraggio per chi non lo avesse ancora fatto.

Nello specifico:

Area Livornese:

A Cecina in Collemezzano 8%; a Rosignano Marittimo in Vada Stradone della torre 1%, in Vada stradone bel vedere 1-19%, in paese 5%

Bibbona-Castagneto:

A Bibbona in via Campigliese 6%, in paese 1%; a Castagneto Carducci in Donoratico 13-14%, in Lamentano 20%.

Val di Cornia:

A Suvereto in paese 9%, in Poggetto Masino 3%

CONSIGLI SULLA DIFESA

A conferma di quanto rilevato la settimana scorsa in generale l’infestazione risulta in leggero aumento nei primi confronti tra gli anni degli indici IA%media provinciale si stanno rilevando valori superiori alle medie del periodo 12-23 e in quasi in tutte le province abbiamo un valore più alto dello scorso anno nelle 28 settimane. Su quest’ultimo punto dobbiamo considerare anche l’anticipo fenologico della coltura di quest’anno, nel passato i primi dati riguardavano prevalentemente le aree di costa, mentre quest’anno il problema è più diffuso nel territorio regionale.

Strategie preventive

Si considera che il trattamento consigliato nelle due settimane scorse sia stato effettuato, a questo punto è importante controllare la corretta distribuzione nonché la tenuta del sistema con monitoraggi mirati per essere certi di non avere ovodeposizione.

Per chi ha scelto di applicare strategie antideponenti, repellenti, adulticida, e non lo avesse ancora effettuato è fondamentale intervenire immediatamente con i prodotti /strumenti scelti, a questo punto anche nelle aree interne e nelle aree di minor pressione.

Consiglio valido anche nelle aree non ancora monitorate o con assenza di ovodeposizione.

Potrebbero attendere le aree dove sono previsti caldi più intensi.

Strategie ovo-larvicide

Nelle aree in cui è stata superata la soglia del 5-10% sarà necessario realizzare campionamenti aziendali ed effettuare trattamento ovolarvicida. I prodotti a disposizione sono acetamiprid e flupiradifurone nei vari formulati in commercio di cui è fondamentale seguire attentamente prescrizioni in etichetta.

Ricordiamo che le strategie repellenti/antideponenti possono aiutare anche in integrato a ottimizzare e ridurre il numero di prodotti ovo-larvicida, ridurre gli impatti ambientali e la possibilità di avere fenomeni di resistenza.

Maggiori info sulle strategie di difesa adottabili sono disponibili nelle Linee guida per il controllo della mosca delle olive Bactrocera oleae nel rispetto della normativa vigente e nell’ottica di una difesa sostenibile della produzione olivicola in Toscana

Note

Pulizia e manutenzione delle attrezzature per la distribuzione dei prodotti fitosanitari.

Per una corretta ed uniforme distribuzione sia dei prodotti fitosanitari che concimi fogliari  io corroboranti, oltre ad utilizzare attrezzature con controllo funzionale effettuato da officina autorizzata secondo le disposizioni del PAN, è opportuno controllare periodicamente in azienda l’attrezzatura (verificandone le parti in funzione con acqua pulita) in modo da effettuare le manutenzioni per non avere perdite di prodotto nell’ambiente.

E’ inoltre importante la corretta taratura per rendere uniforme la distribuzione delle gocce sulla vegetazione (ancor più con i prodotti di copertura) per ottenere una adeguata bagnatura di tutta la superficie vegetale, evitando gocciolamenti a terra e fenomeni di deriva.

MONITORAGGI

Il rilevo dei dati in campo sull’olivo è eseguito a cura delle Organizzazioni di produttori OTA, APOT, CONFOLIVA, che partecipano al programma di miglioramento dell’olio finanziato dalla comunità europea e dal gentile ed altrettanto prezioso contributo di Terre dell’Etruria, OLMA, Montalbano e Frantoio di Cetona, CIA e Coldiretti Massa Carrara, Biodistretto di Fiesole, Frantoio Masaccio e Consorzio olio DOP Chianti Classico.