Provincia di Arezzo - Bollettino Vite Integrato del 2026-04-23

Fenologia

La fase fenologica prevalente è "germogliamento". La situazione è piuttosto disomogenea: in diverse aziende siamo alla fase di "grappoli visibili".

Peronospora

Il rischio peronospora su vite si mantiene generalmente basso, mentre potrebbe aumentare nel corso della settimana per la previsione di pioggia in alcune parti della regione.

Si consiglia di intervenire con prodotti di copertura a base di rame (rame tribasico o ossicloruro di rame, con buona persistenza). L'abbinamento con sistemici (es. fosetyl-Al, fosfonati), migliora l'efficacia e la persistenza dell'intervento.

Per saperne di più scaricare la scheda descrittiva.

Regione Toscana L.R. 25/99

Annata Agraria 2026

Principi attivi e ausiliari
Prodotti rameici (a) (b)
Olio essenziale di arancio dolce (a)  
Cerevisane (a)
Laminarina 
(a)
Limitazioni d'uso
(1) max 8 interventi, indipendentemente dalle avversità, tra dithianon, fluazinam e folpet.
(2) max 2 interventi per singola s.a. indipendentemente dall'avversità.
(3) max 3 interventi per gruppo di s.a. indipendentemente dalle avversità (in alternativa alla fluopicolide e nei limiti delle fenilammidi).
(4) max 4 interventi indipendentemente dalle avversità per gruppo di s.a. (iprovalicarb, mandipropamid, valifenalate).
(5) max 10 interventi indipendentemente dalle avversità per gruppo di s.a. (fosetil-Al e fosfonati, escluso viti in allevamento).
Folpet (1) (6) max 3 interventi indipendentemente dalle avversità per gruppo di s.a. (ametoctradina, amisulbron e ciazofamid).
Dithianon (1) (7) max 2 interventi indipendentemente dalle avversità per singola s.a. (in alternativa a metalaxil).
Fluazinam (1) (8) max 4 interventi indipendentemente dalle avversità per singola s.a.
Metalaxil (2) (3) (9) max 4 interventi indipendentemente dalle avversità per singola s.a.
Iprovalicarb (4) (10) max 3 interventi indipendentemente dalle avversità per singola s.a.
Mandipropamide (4) (11) max 2 interventi indipendentemente dalle avversità per singola s.a. (usare in miscela con s.a. a diverso meccanismo d'azione).
Valifenalate (4) (a) Sostanze non soggette a limitazioni d'uso per avversità. (b) 28 kg/ha in 7 anni. Si raccomanda di non superare il quantitativo medio di 4 kg/ha all'anno sulla coltura. (c) Autorizzati i formulati in miscela con prodotti rameici.
Fosetil-Al (5) Soglie e criteri di intervento
Fosfonato di disodio (5) Fino alla pre-fioritura: intervenire preventivamente sulla base della previsione delle piogge.
Metalaxil-M (3) Dalla pre-fioritura all'allegagione: anche in assenza di macchie d'olio intervenire cautelativamente con cadenze in base alle caratteristiche dei prodotti utilizzati.
Benalaxil-M (3) Successive fasi vegetative: le strategie di controllo sono in relazione alla comparsa o meno della malattia e all'andamento climatico.
Fosfonati di potassio (5)
Amisulbron (6)
Ciazofamid (6)
Fluopicolide (7)
Cimoxanil (8)
Zoxamide (9)
Ametoctradina (10)
Oxathiapiprolin (11)
Zolfo (c)
Amectotradina (6)

Oidio

Al momento la pressione del fungo è contenuta, ma con l'aumento della temperatura le condizioni potrebbero divenire favorevoli. Vista l'assenza di sintomi, è possibile utilizzare zolfo in formulazione polvere bagnabile o liquida. Nelle zone e sui vigneti particolarmente predisposti agli attacchi di oidio, nonchè laddove si sono verificati forti attacchi lo scorso anno, è il caso di prevedere di intervenire con prodotti sistemici (es. mefentrifluconazolo, che ha attività sia preventiva che curativa, o pyraclostrobin, efficace anche su escoriosi e black rot).

Per saperne di più scaricare la scheda descrittiva.

Principi attivi  e ausiliari Limitazioni d'uso
Ampelomyces quisqualis (a)
Zolfo
(a)
(1) max 3 interventi indipendentemente dalle avversità per gruppo di s.a. (azoxystrobin, trifloxystrobin, pyraclostrobin).
Bicarbonato di potassio  (a) (b) (2) max 3 interventi indipendentemente dalle avversità per gruppo di s.a.
Olio essenziale di arancio dolce  (a) (3) max 1 intervento per singola s.a. (in alternativa tra difenoconazolo e tebuconazolo).
Laminarina  (a)
Bacillus pumilus 
(a)
Cerevisane 
(a)
(4) max 3 interventi indipendentemente dalle avversità per singola s.a.
Polisolfuro di calcio  (a)
COS-OGA (a)
(5) max 2 interventi indipendentemente dalle avversità per singola s.a.
Bacillus amyloliquefaciens (a)
Eugenolo + Geraniolo + Timolo
(a)
(6) max 2 interventi indipendentemente dalle avversità per gruppo di s.a. (in alternativa tra loro tra bupirimate, proquinazid e pyriofenone).
Estratto acquoso dei semi germinati di Lupinus albus dolce (a) (7) max 2 interventi indipendentemente dalle avversità per singola s.a.
Azoxystrobin (1) (8) max 3 interventi indipendentemente dalle avversità per singola s.a.
(9) max 3 interventi indipendentemente dalle avversità per gruppo di s.a. (metafrenone e pyriofenone)
Trifloxystrobin (1) (10) max 1 intervento indipendentemente dalle avversità per singola s.a.
(11) max 2 interventi indipendentemente dalle avversità per gruppo di s.a. (boscalid e fluxapyroxad).
Pyraclostrobin (1) Soglie e criteri di intervento
Penconazolo (2) Interventi chimici
Zone ad alto rischio: fino alla pre-fioritura, intervenire preventivamente con antioidici di copertura; dalla pre-fioritura all'invaiatura, intervenire alternando prodotti sistemici e di copertura.
Zone a basso rischio: intervenire cautelativamente nell'immediata pre-fioritura e proseguire gli interventi alternando prodotti sistemici e di copertura.
Tebuconazolo (2) (3) (a) Sostanze non soggette a limitazioni d'uso per avversità. (b) max 8 interventi per singola s.a.
Tetraconazolo (2)
Difenoconazolo (2) (3)
Mefentrifluconazolo (2)
Spiroxamina (4)
Bupirimate (5) (6)
Meptyldinocap (7)
Metrafenone (8) (9)
Cyflufenamide (7)
Fluxapyroxad (7) (11)
Proquinazid (5) (6)
Pyriofenone (5) (9)
Boscalid (10) (11)

Provincia di Arezzo - Bollettino Vite Biologico del 2026-04-23

Fenologia

La fase fenologica prevalente è "germogliamento". La situazione è piuttosto disomogenea: in diverse aziende siamo alla fase di "grappoli visibili".

Peronospora

Il rischio peronospora su vite si mantiene generalmente basso, mentre potrebbe aumentare nel corso della settimana per la previsione di pioggia in alcune parti della regione.

Nei vigneti non ancora recettivi si raccomanda il monitoraggio. Nei vigneti recettivi, soprattutto dove i germogli iniziano ad avere lunghezza superiore ai 5-6 cm, si consiglia di impostare la difesa in prevenzione prima dell’evento piovoso previsto, utilizzando prodotti rameici (rame tribasico o ossicloruro di rame, con buona persistenza) . Dopo le piogge, verificare copertura, eventuale dilavamento e sviluppo vegetativo per l’eventuale adeguamento della strategia.

Per saperne di più scaricare la scheda descrittiva.

Principi attivi e ausiliari
Prodotti rameici (a) (b)
Olio essenziale di arancio dolce (a)
Cerevisane (a)
Laminarina (a)
Zolfo (c)
Soglie e criteri di intervento
Fino alla pre-fioritura: intervenire preventivamente sulla base della previsione delle piogge o prima dello scadere del periodo di incubazione.
Dalla pre-fioritura all'allegagione: anche in assenza di macchie d'olio intervenire cautelativamente con cadenze in base alle caratteristiche dei prodotti utilizzati.
Successive fasi vegetative: le strategie di controllo sono in relazione alla comparsa o meno della malattia e all’andamento climatico.
(a) Sostanze non soggette alle limitazioni d'uso per avversità. (b) 28 kg/ha in 7 anni. Si raccomanda di non superare il quantitativo medio di 4 kg/ha all'anno sulla coltura. (c) Autorizzati i formulati in miscela con prodotti rameici.

Oidio

Al momento la pressione del fungo è contenuta, ma con l'aumento della temperatura le condizioni potrebbero divenire favorevoli. Vista l'assenza di sintomi, è possibile utilizzare zolfo in formulazione polvere bagnabile o liquida. Nelle zone e sui vigneti particolarmente predisposti agli attacchi di oidio, nonché laddove si sono verificati forti attacchi lo scorso anno, è il caso di intervenire anche con altre sostanze attive come cerevisane per aumentare la persistenza.

Per saperne di più scaricare la scheda descrittiva.

Principi attivi e ausiliari
Ampelomyces quisqualis
Zolfo
Bicarbonato di potassio (a)
Olio essenziale di arancio dolce
Laminarina
Cerevisane
COS-OGA
Bacillus pumilus
Bacillus amyloliquefaciens
Eugenolo+Geraniolo+Timolo
Polisolfuro di calcio
Estratto acquoso dei semi germinati di Lupinus albus dolce
Soglie e criteri di intervento

Interventi chimici

Zone ad alto rischio: fino alla pre-fioritura, intervenire preventivamente con antioidici di copertura; dalla pre-fioritura all'invaiatura, intervenire alternando prodotti sistemici e di copertura.

Zone a basso rischio: intervenire cautelativamente nell'immediata pre-fioritura e proseguire gli interventi alternando prodotti sistemici e di copertura.

Sostanze non soggette a limitazioni d'uso per avversità

(a) max 8 interventi per singola s.a.

Provincia di Arezzo - Bolletino Frumento del 2026-04-23

Fenologia

Nella provincia di Arezzo si conferma un avanzamento fenologico progressivo e differenziato tra frumento tenero e duro. Il tenero presenta nelle classi precoci la spigatura, nelle medie la piena fioritura e nelle tardive la spiga visibile, evidenziando una fase riproduttiva ormai ben avviata. Il frumento duro risulta leggermente più arretrato ma comunque in fase avanzata, con le classi precoci e medie in spigatura.

Oidio

Non si osservano sintomi di oidio né nel frumento tenero né nel duro, in tutte le classi di maturazione considerate. La patologia si mantiene assente e non rappresenta al momento un elemento di criticità.

Ruggini

Ruggini gialla e bruna.

Anche per le ruggini il quadro resta pulito. Non sono segnalati sintomi di ruggine gialla né di ruggine bruna in entrambe le tipologie e nelle diverse classi fenologiche, confermando una situazione di stabilità rispetto alle settimane precedenti.

Septoria

La septoria si conferma la patologia dominante. Nel frumento tenero è presente con intensità media, compresa tra il 5 e il 25%, in tutte le classi di maturazione, mostrando quindi una diffusione uniforme ma meno aggressiva rispetto alla settimana precedente. Nel frumento duro si osserva una situazione più articolata, con livelli elevati nelle classi precoci e medi nelle classi medie, indicando una pressione ancora significativa soprattutto nelle fasi più avanzate.

Fusariosi

Non si rilevano sintomi di fusariosi né nel frumento tenero né nel duro, nonostante le fasi fenologiche sensibili siano ormai diffuse.

Rischio fusariosi da modello.

Il modello evidenzia un rischio elevato nelle classi medie del frumento tenero, in corrispondenza della piena fioritura, mentre nelle altre classi e nel frumento duro il rischio risulta nullo.

Dove la fase fenologica sta entrando in fioritura, considerate le piogge e le previsioni di piogge per i prossimi giorni, che comportano quindi un alto rischio fusariosi, se non già protette con un trattamento specifico, è opportuno effettuare un trattamento fitosanitario con uno dei prodotti previsti dai disciplinari di produzione integrata. Si raccomanda di seguire attentamente le limitazioni d'uso di ogni singolo prodotto e dei trattamenti effettuabili sulla coltura.

Si raccomanda inoltre di seguire scrupolosamente le prescrizioni dell’etichetta del prodotto impiegato, per evitare inquinamenti, problemi alla salute, fitotossicità ed eventuali sanzioni.

Si riportano le schede tecniche per le colture cerealicole del 2026 accessibili ai seguenti link.

Link al disciplinare

https://agroambiente.info.regione.toscana.it/agro18/mod_aedita_disciplinare